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Grazia magazine (Italy)

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Grazia magazine (Italy)

Post by it's me on Tue Dec 20 2011, 10:26

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GEORGE CLOONEY: «HOLLYWOOD PERDONA, LA POLITICA NO»
BY ANNA GENNARI
Al cinema interpreta il ruolo di candidato perfetto (almeno in apparenza). Dal vivo è ancora meglio (ha persino rassicurato la nostra cronista emozionata). Eppure George Clooney alla politica proprio non ci pensa: «Compromessi e scandali non fanno per me. Preferisco vivere».
Cappello di lana calato su occhi, naso e orecchie. Niente trucco. Giac­ca in piuma d’oca che mi fa sembrare l’omino della Michelin. Stivali di pelo a metà polpaccio e guanti a prova di gelo che sarebbero piaciuti a Reinhold Messner. Voi direte: «Ma ti sei conciata così per incontrare George Clooney?».
Già... Faceva molto freddo quella sera a Londra, ma non potevo perdere George, in città per presentare la sua ultima regia al London Film Festival. L’appuntamento è alle 18, a Leicester Square, davanti al Cinema Odeon. Io arrivo con un po’ di anticipo: tre ore.
Lo aspetto sul red carpet. Eccolo, arriva. Percorre la piazza accolto dal delirio delle fan stipate dietro le transenne («George! George!») e viene finalmente verso di me, bellissimo. D’un tratto mi dimentico le domande che dovrei fargli e quando si mette davanti a me, con quel sorriso mascellar-volitivo di simpatia travolgente e quel suo sguardo tutto occhioni neri e buoni con sopracciglioni folti e ammiccanti, mi cade il registratore dalle mani.
Ho la fronte imperlata di sudore, il volto paonazzo, la voce incrinata dalla disperazione, ma riesco ugualmente a formulare la domanda: «Guardando il suo film, Le idi di marzo, sembrerebbe proprio che, di questi tempi, non ci possiamo fidare di nessun politico. Che mondo infame, no?». Lui si china, raccoglie il registratore, me lo porge e dice: «Come, scusi, può ripetere?».
Il mio sorriso già pietrificato per l’imbarazzo si trasforma quasi in una paresi, ma George, accarezzandomi teneramente il braccio, mi incoraggia: «Non si preoccupi, mi rifaccia la domanda».
Eh sì, è andata così. L’emozione gioca brutti scherzi. Da quella sera porto in giro il mio braccio sinistro come una reliquia e lo faccio toccare alle amiche. Quando mi chiedono: «Ma com’è George?», dico loro che è una meraviglia d’uomo. Però la verità è che, da vicino, non è come te lo aspetti: è più basso e più magro, minuto, quasi piccolo.
Sotto il vestito niente muscoli. Non è certo il prototipo dei sogni proibiti femminili. Quel che ti fa davvero innamorare di lui, probabilmente, è la sua capacità di stare al mondo, la sua comunicatività e l’assoluta empatia del suo sguardo. È un uomo che sa ridere di sé e che non se la tira da divinità sexy o da grande attore.
Pur essendo, ben inteso, entrambe le cose. E molto di più. Per esempio, un vero regista e un abile selezionatore di attori: Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood e Paul Giamatti, i protagonisti di Le idi di marzo (nelle sale dal 16 dicembre), presentato anche al Festival del cinema di Venezia, sono bravissimi.
Dopo Confessioni di una mente pericolosa, Good Night, and Good Luck, In amore niente regole, Clooney ha scelto un thriller politico sulla corruzione. Niente scene mozzafiato né toni sopra le righe, in un lungometraggio dove spicca l’interpretazione di Ryan Gosling nei panni di Stephen Meyers, giovane in carriera, mente della campagna elettorale del governatore democratico in corsa per la nomination presidenziale. Naturalmente, il super-candidato altri non poteva essere che Clooney stesso.
Perché ha voluto dirigere e interpretare un film sulla corruzione politica, per di più all’interno del Partito democratico, che lei ha sostenuto in passato?
«Mi piace fare film che pongano delle domande, senza necessariamente dare delle risposte. Sono cresciuto negli anni in cui in America succedevano cose straordinarie: la lotta per i diritti civili, per l’emancipazione e l’uguaglianza delle donne, i movimenti contro la guerra nel Vietnam, la cultura alternativa e, sì, anche quella della droga. Negli Anni 60 e 70 Hollywood rifletteva nei suoi film quello che stava accadendo nel Paese. Io provo a fare lo stesso».
Quindi, quali domande dovremmo porci?
«Ne vale la pena? Se il candidato in corsa migliora la sua posizione, ma danneggia quella di qualcun altro, dovremmo credere in lui ugualmente? Se sappiamo che è l’uomo giusto e che la sua elezione porterà conseguenze positive nel Paese, possiamo accettare di modificare la verità - anche solo un po’ - per difenderlo da uno scandalo? È un uomo per cui vale la pena di correre tutti questi rischi? Non sono domande retoriche, guardate che la risposta potrebbe anche essere “sì”. Questo è il tema di Le idi di marzo».
Quanto è attuale il tema della moralità?
«Gli scambi di favori, gli accordi e i compromessi tra politici sono all’ordine del giorno quando si tratta di conquistarsi un posto nel governo. E gli scandali non sono rari in politica. Avevamo appena finito la sceneggiatura, che sono scoppiati i casi di John Edwards (ex senatore democratico che ha usato i fondi della campagna elettorale per coprire la sua scappatella extraconiugale, ndr) e Anthony Weiner (deputato democratico, sposato, che spediva foto “hot” a una studentessa di college, ndr).
Si dice che il suo film sarebbe dovuto uscire tre anni fa, ma avete rimandato per non rovinare il clima di ottimismo che si era creato per l’elezione di Barack Obama. Oggi questo spirito è cambiato?
«Abbiamo solo avuto bisogno di molto tempo per realizzare le riprese. Tuttavia, è vero che la speranza portata dall’elezione di Barack Obama è stata in parte soffocata. In questo momento l’America sta facendo qualche passo avanti e qualche altro indietro, ma arriveremo alla meta. Sono ottimista e ho molta fiducia nella capacità di funzionamento del sistema americano».
Anche lei, come certi uomini politici, ha degli scheletri nell’armadio?
«E chi non ne ha? Il punto è essere leali. La lealtà è la qualità che più ammiro nelle persone. Ai politici direi: ormai ci sono così tanti tipi di media e ci sono numerosissimi modi per trovare informazioni, che i candidati dovrebbero ammettere fin dal primo giorno: “Sì, ho fatto questo, ho fatto quest’altro”. Altrimenti, se continuiamo così, non ci resteranno più politici. Insomma, chi non ha mai fumato uno spinello nella sua vita? Chi non si è mai ubriacato o non ha fatto qualcosa di imbarazzante? Prima che i media scoprano lo scandalo - o che ne inventino uno - ammettete subito le vostre debolezze».
Ha fatto delle ricerche sul campo per realizzare il film?
«Abbiamo lavorato su un documentario intitolato The Last Party, una satira su entrambi gli schieramenti, repubblicano e Democratico, e soprattutto sul meraviglioso Primary, un docu-film sulle primarie tra John Kennedy e Hubert Humphrey. Era il 1960, ma la politica non è cambiata molto da allora».
Quanto, invece, è stato influenzato dall’esperienza di suo padre che, nel 2004, ha corso per i Democratici in Kentucky?
«Ci sono alcune scene che hanno a che fare con i discorsi che facevo con mio padre quando discutevamo della sua candidatura al Congresso. È stato allora che ho visto quante mani devi stringere per ottenere i fondi necessari alla tua campagna elettorale. Per finanziare una candidatura in un piccolo distretto del Kentucky ci vogliono almeno un paio di milioni di dollari. E, se non sei ricco di tuo, devi accettare anche l’aiuto di gente che non ti piace».
Vince chi ha più soldi, le sembra giusto?
«No, ma il denaro fa ancora la differenza. Le cose stanno cambiando, però: ci sono movimenti nuovi come Occupy Wall Street o i Tea Party. Presto la gente incomincerà a eleggere i presidenti non per i soldi che hanno, ma per quello che sono».
Che differenza c’è tra il mondo politico e Hollywood?
«A Los Angeles il tuo lavoro parla per te. Certo, ci sono colleghi a cui vorresti tagliare la testa, ma la maggior parte degli attori e dei registi sono gentili tra loro. Sanno che sono lì non solo per il loro talento, ma anche per una moltitudine di felici coincidenze. Siamo dei privilegiati. Nell’industria del cinema c’è una certa generosità che non vedo nella politica. Hollywood perdona di più: non si aspetta che i suoi attori siano dei santi».

Pensa che si candiderà come suo padre, prima o poi?
«No grazie. Sono cresciuto con una coscienza sociale e politica molto profonda, sono sempre coinvolto: ora, per esempio, mi sto dedicando alla causa del Darfur. Ho una vita bella e molto più comoda di quella che fanno i politici. E poi loro sono più intelligenti di me. Li ammiro».
Lei è stato il protagonista assoluto del London Film Festival quest’anno, oltre a “Le idi di Marzo” ha portato “The Descendants”, di Alexander Payne. Che tipo di esperienza è stata per lei lavorare in un film indipendente?
«Quando passi i 50 anni, rischi di accettare ruoli che non ti corrispondono. Spero che a me non accada mai e di accettare sempre la miglior sceneggiatura disponibile: Alexander mi ha dato questa opportunità. The Descendants inizia con la morte della moglie del protagonista e finisce con la sua presa di coscienza: è un film struggente e divertente allo stesso tempo».
Può anticiparci qualcosa sul suo prossimo film, “Gravity”?
«Non voglio rovinarle la sorpresa, ma muoiono tutti... È un ottimo film di fantascienza: Sandra Bullock e io ci perdiamo nello spazio».
Altri progetti?
«Adesso voglio riposare e farmi un po’ i fatti miei».
Con la sua nuova fiamma Stacy Keibler?
(George si mette a ridere, sbuffa e, gesticolando in modo appropriato, mi manda affettuosamente “a quel paese”... Uomini...).



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GEORGE CLOONEY: "HOLLYWOOD FORGIVE THE POLICY NO"
BY ANNA GENNARI
At the film plays perfect candidate (at least in
appearance). Live is even better (even has reassured our
excited reporter). But George Clooney's politics right there
think: "Compromises and scandals are not for me. I prefer to live. "
Wool hat dropped on eyes, nose and ears. No makeup. Giac ac-
goose down which makes me look like the little man from Michelin. Boots with fur
mid-calf and frost-proof gloves would have liked to
Reinhold Messner. You say: "But looking like you to meet
George Clooney? ".
Yeah ... It was very cold that night in London, but I could not lose
George, in town to present his latest directing at the London Film
Festival. The appointment is at 18, in Leicester Square, in front of the Cinema
Odeon. I arrive with a little 'before: three hours.
The appearance on the red carpet. Here it arrives. Received from the square along
delirium of fans crammed behind the barriers ("George! George!") and is
finally to me, beautiful. All of a sudden I forget the questions
I should, and when you put him in front of me, with that smile
jaw-willed and that of sympathy sweeping his gaze around
blacks with good eyes and thick eyebrows and winking, I drop the
Recorder from the hands.
My forehead beaded with sweat, his face flushed, his voice cracking
despair, but still manages to ask the question:
"Watching his film, The Ides of March, it seems that,
These days, we can not trust any politician. What a world
infamous, is not it? ". He bends down, picks up the recorder, and hands it to me
says: "Like, excuse me, can repeat? '.
My smile already petrified with embarrassment becomes almost
paresis, but George, tenderly stroking my arm, I
encourages, "Do not worry, I redo the question."
Yeah, that was it. Emotion plays tricks. From that night
port around my left arm as a relic and I do
touch with friends. When people ask me: "But how is George?" I tell them
which is a marvel of man. But the truth is that, up close, it's not like
Helen: It is lower and more slender, minute, almost small.
Under the dress no muscles. This is not the prototype of dreams
prohibited female. What really makes you fall in love with him,
probably, is its ability to be alive, his communicative
and absolute empathy in his eyes. He is a man who knows how to laugh at themselves and
if the gods do not pull to be sexy or great actor.
Although, of course, both. And much more. For example,
a true director and a skilled recruiter of actors: Ryan Gosling, Philip
Seymour Hoffman, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood and Paul Giamatti, the
The protagonists of the Ides of March (up from 16 in December), presented
Also at the Venice Film Festival, are very good.
After Confessions of a Dangerous Mind, Good Night, and Good Luck, In
Leatherheads, Clooney has chosen a political thriller about
corruption. Nothing breathtaking scenes or tone over the top, in a
feature which stands out the interpretation of Ryan Gosling in the role of
Stephen Meyers, a young career, the mind of the election campaign
Democratic governor running for the presidential nomination.
Of course, the other super-candidate could not be that Clooney
the same.
Because he wanted to direct and star in a film about corruption
politics, more within the Democratic Party, she has
supported in the past?
"I like making films that put the questions, without necessarily giving
the answers. I grew up in the years that were happening in America
extraordinary things: the struggle for civil rights, for the emancipation and
women's equality, the movement against the war in Vietnam,
alternative culture and, yes, even that of the drug. In Years 60 and 70
Hollywood reflected in his films what was happening in the country.
I try to do the same. "
So, what questions should we ask?
"Is it worth it? If the candidate running improves his position, but
harms someone else, we should believe in him anyway? If
know that it is the right man and that his election will bring consequences
positive in the country, we can agree to change the truth - even
just a little '- to protect it from a scandal? It's a man for whom it is
sentence to run all these risks? Are not rhetorical questions, look
that the answer might be "yes." This is the theme of The Ides of
in March. "
What is the current issue of morality?
"The exchange of favors, agreements and compromises between politicians are
on the agenda when it comes to gaining a place in the
government. And the scandals are not uncommon in politics. We had just finished
the screenplay, which broke out the cases of John Edwards (former Senator
Democrat who used campaign funds to cover the
his extramarital escapades, ed) and Anthony Weiner (MP
Democrat, married, which would send pictures "hot" to a student
college ed.)
It is said that his film would have come out three years ago, but have
delayed to avoid damaging the climate of optimism that was created to
the election of Barack Obama. Today, this spirit has changed?
"We just needed a long time to carry out the shooting.
However, it is true that the hope brought by the election of Barack Obama
was partially suppressed. Right now America is doing some
step forward and back a few more, but we get to the goal. Are
optimistic and have great confidence in the ability of the system
American ".
She, too, as some politicians have skeletons in the closet?
"Who does not? The point is to be loyal. Loyalty is the quality that most
I admire in people. Politicians say: now there are so many types of
There are many media and ways to find information, that
Candidates should admit from the first day: "Yes, I did
this, I did that. " Otherwise, if we continue like this, there
will be more political. In short, those who have never smoked a joint
in his life? Who has never drunk or did not do something
embarrassing? Before the scandal that the media find out - or who invent
one - once you admit your weaknesses. "
He has done research in the field to make the film?
"We worked on a documentary entitled The Last Party, a
satire on both sides, Republican and Democratic, and
especially on the marvelous Primary, a documentary film of the primary
John Kennedy and Hubert Humphrey. It was 1960, but politics is not
changed a lot since then. "
As, however, was influenced by the experience of his father, in
2004, he ran for the Democrats in Kentucky?
"There are some scenes that have to do with the talk I did with
my father when we were discussing his candidacy for Congress. It was
That's when I saw how many hands you shake to get the funds
necessary to your campaign. To fund an application at
a small district of Kentucky, it takes at least a couple of million
of dollars. And if you're not rich, you have to accept the help of
people who do not like. "
Player who has more money, it seems right?
"No, but money still makes the difference. Things are changing,
But: there are new movements such as Wall Street or Occupy Tea Party.
Soon people will begin to elect presidents not for the money
have, but for what they are. "
What is the difference between politics and Hollywood?
"In Los Angeles, your work speaks for you. Sure, there are colleagues who
would you cut off the head, but most of the actors and
directors are kind to each other. They know they are there not only for their
talent, but also for a multitude of happy coincidences. We are
privileged. In the film there is a certain generosity that
I see in politics. Hollywood forgives more: do not expect that his
actors are the saints. "

Do you think it will be a candidate as his father, at some point?
"No thanks. I grew up with a very political and social awareness
deep, are always involved: hours, for example, I am dedicating to the
because of Darfur. I have a beautiful life and much more convenient than that
politicians do. And they are smarter than me. I admire them. "
She was the absolute star of the London Film Festival this year,
in addition to "The Ides of March" has brought "The Descendants", by Alexander
Payne. What kind of experience was for her work in a movie
independent?
"When you pass the age of 50, is likely to accept roles that do not
match. I hope that never happens to me and always accept
Best Screenplay available: Alexander gave me this
opportunities. The Descendants begins with the death of his wife's
ends with its protagonist and awareness: a film
poignant and funny at the same time. "
Can you tell us something about his next film, "Gravity"?
"I will not spoil the surprise, but they all die ... It's a good movie
Science fiction: Sandra Bullock and I get lost in space. "
Other projects?
"Now I want to rest and gave me a little 'about my business."
With his new flame Stacy Keibler?
(George laughs, snorts, and gesticulating in an appropriate manner, I
send him "to hell" ... Men ...).



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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by it's me on Tue Dec 20 2011, 10:27

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by it's me on Tue Dec 20 2011, 11:07

Other projects?
"Now I want to rest and gave me a little 'about my business."


tell us more
George

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by Katiedot on Tue Dec 20 2011, 11:22

"Can you tell us something about your next film, "Gravity"?"
"I will not spoil the surprise, but everyone dies ..."
Hahahaha! That's typical George.

Katiedot
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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by it's me on Tue Dec 20 2011, 11:23

Beaten

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by sisieq on Wed Dec 21 2011, 00:05

Thanks for posting!!

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by it's me on Wed Dec 21 2011, 05:44

prego! Cool

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by Dexterdidit on Wed Dec 21 2011, 05:51

LOL Good answer about the film. Nice interview thanks for posting it.

Dexterdidit
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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by it's me on Wed Dec 21 2011, 05:52

makkè good
HORRIBLE! Noooo!

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by Joanna on Wed Dec 21 2011, 09:40

Thanks it's me

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by melbert on Sat Dec 24 2011, 16:49

Good story. Thanks for posting It's Me!

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Re: Grazia magazine (Italy)

Post by it's me on Sat Dec 24 2011, 22:24

prego! Like a Star @ heaven I love you Like a Star @ heaven

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Re: Grazia magazine (Italy)

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